RIMINI – TEATRO DEGLI ATTI


Il Teatro degli Atti è situato nel cuore del vasto complesso edilizio dell’ex Convento degli Agostiniani, sorto a ridosso della chiesa dedicata a S. Giovanni Evangelista che dal 1256 gli Agostiniani resero teatro del grandioso ciclo di affreschi in virtù dei quali si è potuto parlare di “scuola riminese”. Il complesso conventuale in cui oggi si apre il nuovo “Teatro degli Atti” si presenta sostanzialmente nell’aspetto esterno legato alla sua ristrutturazione del tardo Settecento, affidata dai frati al cesenate Giuseppe Achilli: una lunga ala, della lunghezza di quasi cento metri, che racchiude i corpi di fabbrica raccolti attorno ad un grande cortile e ad un chiostro. Al centro di questo complesso e al pianoterra prende vita oggi la sala pinde, quella che i riminesi conoscevano come cinema Italia; secondo un programma di lavori che prevede il recupero dell’intera struttura per impieghi legati allo spettacolo, all’aperto e al chiuso, e all’attività didattica e concertistica del Liceo Musicale, il cui auditorium è in corso di completamento. Qualche osservazione sulla sala “degli Atti” si rende forse opportuna. Sedie a scomparsa e piani di palcoscenico che salgono e scendono, un “graticcio” copre metà platea e altri accorgimenti si spiegano con il proposito della massima flessibiltà possibile dello spazio, sia per adattarsi agli impieghi scenici diversi, sia per corrispondere alle esigenze della “società dell’informazione” che richiede la moltiplicazione delle piattaforme per la produzione mediatica. Dunque un “Teatro degli Atti”, secondo un gioco di parole che ricorda in primo luogo un grande personaggio della storia riminese: Isotta degli Atti, terza moglie, dal 1456, di Sigismondo Pandolfo Malatesta “Signore di Rimini”. Nello stesso tempo un gioco di parole che richiama anche le singole parti di cui si compone un’opera teatrale e, forse, i suoi effetti.

MILANO – TEATRO FILODRAMMATICI

Il Teatro Filodrammatici è una delle più antiche istituzioni teatrali della città di Milano.
La struttura originale risale al 1798, progettata dall’architetto neoclassico Luigi Canonica su disegni di Giuseppe Piermarini. 

Il Teatro vede nella sua secolare storia l’avvicendarsi di noti presidenti, soci, insegnanti e attori (tra gli altri Vincenzo, Monti, Carlo Porta, Ugo Foscolo, Cesare Beccaria, Giuseppe Giacosa – Giuseppe Verdi fu direttore e maestro di cembalo). Gli spettacoli andavano in scena normalmente il venerdì, giorno di chiusura del Teatro alla Scala.
La struttura originale viene sostituita nel 1904 con un edificio dalle forme liberty, dagli architetti Laveni e Avati. Di questa struttura si conserva solo la facciata con decorazioni e intrecci floreali in stucco e ferro tipici dell’epoca, mentre l’interno viene rifatto completamente dall’architetto Luigi Caccia Dominioni negli anni ’60, dopo la parziale distruzione a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La direzione artistica del Teatro Filodrammatici è oggi affidata a Tommaso Amadio e Bruno Fornasari.